L'APPROFONDIMENTO.jpg)
Dibattito sullo sviluppo della Pallanuoto
Parla Bovo
Se la pallanuoto di oggi non è molto spettacolare, la colpa è anche di noi allenatori: distruggere il gioco altrui è più redditizio. La soluzione è applicare il regolamento alla lettera
L’allenatore della Brixia Alessandro Bovo, da molti considerato il più forte difensore centrale italiano di tutti i tempi, è il nostro interlocutore nella nuova puntata del Dibattito sullo sviluppo della pallanuoto.
A molti non piace la pallanuoto di oggi. Sostengono che non è spettacolare, che non è un prodotto vendibile...
Bisogna fare una premessa: come in tutti gli sport, è una questione di gusti. C'è a chi piace la lotta pura e c'è chi predilige i gesti più tecnici, come le entrate di Kasas, ad esempio. Io sono uno di questi.
Ma qual è il tuo giudizio sulla pallanuoto di oggi? E' cambiata così tanto rispetto a quando giocavi tu?
Sarebbe interessante andare a vedere le cassette di una quindicina di anni fa per poter fare un paragone. Indubbiamente negli ultimi anni la pallanuoto è diventata molto più fisica, il top è stato raggiunto agli Europei di Belgrado. Una cosa è certa: questo tipo di pallanuoto non mette in risalto le qualità tecniche di chi le possiede, penalizza quei giocatori che più di ogni altri sono in grado di produrre un gioco spettacolare.
Rimedi?
Anche qui occorre fare una premessa, che riguarda noi allenatori: tutti i tecnici, anche quelli ad altissimo livello che ho avuto io come giocatore, raccomandano sempre la stessa cosa ai propri atleti quando scendono in acqua: evitate di incassare gol a uomini pari. Anche io lo faccio, anch'io considero molto più redditizio prendere un'espulsione, distruggere il gioco altrui. Le statistiche dicono che conviene, che il rischio è minore, e noi allenatori ci regoliamo di conseguenza.
E allora cosa bisogna fare? Gli arbitri devono convincere gli allenatori a cambiare registro a suon di espulsioni?
Sì, applicare alla lettera il regolamento è una soluzione valida: una valanga di espulsioni, squadre che rimangono con cinque giocatori in acqua e vedrete che nella partita successiva le cose cambieranno. Le squadre penseranno a fare gioco, non a distruggere quello altrui.
C'è però, prima di arrivare a questo, un problema da risolvere: la mancanza di omogeneità nelle direzioni di gara. La Federazione sta cercando di correre ai ripari, ha organizzato un summit con gli arbitri, ce ne saranno altri durante la stagione...
E' un'ottima decisione. Poiché l'arbitro ha un ruolo fondamentale nella pallanuoto, deve sempre essere all'altezza della situazione. Attualmente, invece, la situazione non è ottimale: non c'è omogeneità di valutazione anche in una stessa partita, improvvisamente cambia tutto e non si capisce perché. Una cosa è certa: spesso gli arbitri si lasciano condizionare psicologicamente dal risultato che vedono sul tabellone e penalizzano la squadra che conduce la gara.
Tu sei stato testimonial dell'Haba Waba Festival 2009. La Waterpolo Development nell'edizione 2010 aprirà le porte ai Master: è una buona idea?
Direi proprio di sì. Il mondo master è in piena espansione, ne ho visti tantissimi a Savona, la stessa cosa sta succedendo a Brescia. Se vanno all'Haba Waba, porteranno anche i loro bambini, l'adesione sarà doppia.
Ma l'Haba Waba può essere un valido strumento per diffondere la pallanuoto nel mondo?
E' una manifestazione che mi piace moltissimo, l'edizione 2009 di Lignano Sabbiadoro è stata bellissima. Ma il discorso dello sviluppo della pallanuoto nel mondo è molto complesso, non so dare una risposta precisa. Una cosa posso dirla, però: in tal senso finora non si è lavorato come era necessario.
Mario Corcione (www.waterpolodevelopment.com) |


 |